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sabato 13 novembre 2021

Probabilità e collettività parlando di Pandemia e vaccini

 

È sorprendente osservare come certe persone, pur dotate di intelligenza e buona cultura, non riescano ad afferrare i concetti di probabilità e di collettività. Emblematico a tale riguardo quanto si può ascoltare in conversazioni e dibattiti vari sugli argomenti relativi a Covid, vaccini, green pass, ai quali attualmente ci tocca assistere. Affermazioni del tipo: anche i vaccinati si possono infettare, quindi il vaccino non serve. Se hai il green pass non sei comunque protetto, né proteggi gli altri, quindi il green pass non serve. La mascherina non impedisce il passaggio ai virus, quindi è inutile. Se i contagi sono in calo, perché continuare con mascherine, distanziamenti, vaccini. Tutte affermazioni che denunciano la difficoltà nel comprendere che certi fatti non possono essere valutati semplicisticamente in modo deterministico e con riferimento al singolo individuo, ma applicando appunto i concetti di probabilità e di collettività. Se in un ambiente chiuso si radunano 1000 persone non vaccinate e senza mascherina, non è sicuro che qualcuno s’infetti, ma è molto probabile. Se nello stesso ambiente si riuniscono altrettante persone vaccinate e con mascherina non è sicuro che nessuno s’infetti, ma è estremamente improbabile. Il green pass non “protegge” il singolo individuo, certo: serve a impedire che qualche inconsapevole portatore di virus venga in contatto con altre persone determinando la probabilità di trasmettere l’infezione. 

sabato 2 ottobre 2021

PER MIMMO LUCANO

 

La sentenza di condanna di Mimmo Lucano a più di tredici anni di reclusione è l’emblema di certa “giustizia”: spietata con i deboli, accomodante con i forti. Non è una sentenza, è una vendetta. E, forse, anche  un manifesto politico. Un altro duro colpo alla credibilità della magistratura italiana. Rispettare le sentenze? Fiducia nella magistratura? Che lo dicano i politici e i giornalisti nei talk show, va bene. Ma per noi comuni cittadini sono parole vuote, flatus voci

martedì 19 gennaio 2021

MODESTO SUGGERIMENTO A MATTEO RENZI

 

On. Sen. Matteo Renzi,

                        dico subito che NON sono un suo fan; ma non appartengo neppure alla schiera dei suoi odiatori sistematici (del tipo Scanzi/Travaglio, per intenderci); mi colloco in un un’area intermedia. Mi ritengo quindi un osservatore neutrale.

Da questo mio punto ti vista, posso dire che, obiettivamente, mi pare che lei abbia commesso un grave errore nel provocare una crisi di governo nelle attuali drammatiche circostanze; ma, altrettanto obiettivamente, riconosco che molte delle sue idee, proposte e sollecitazioni al governo Conte sono giuste e condivisibili. La soluzione che, per un osservatore esterno, parrebbe la più logica nell’interesse del Paese sarebbe una ripresa del dialogo tra IV e gli altri partiti dell’attuale maggioranza, che porti al rafforzamento della compagine governativa attraverso la condivisione di un ambizioso e ben definito programma di governo. Ma a questa soluzione si oppone un ostacolo che pare insormontabile: si è creata una situazione di contrapposizione frontale, di carattere più personale che ideologico, nei suoi confronti.

Da ciò deriva un modesto suggerimento: si faccia da parte per un po’ di tempo. Si ritiri dietro le quinte, lasci temporaneamente ad altri la rappresentanza di Italia Viva. Sottrarsi per qualche tempo alle luci della ribalta non la danneggerà affatto, può solo giovarle. Poi il tempo in politica, come lei sa, è un concetto molto elastico: i mesi possono equivalere ad anni, e gli anni a decenni!

Se lei sarà capace di compiere un simile beau geste forse (sottolineo forse, non sono certo in grado di assicurarglielo) guadagnerà la riconoscenza di gran parte degli italiani e ne riconquisterà la stima. Ma se anche così non fosse, sarebbe comunque ricompensato dalla consapevolezza di aver reso un grande servizio al proprio Paese.

                     Cordialmente

                                    Domenico Pilolli