Da parecchi mesi a questa parte su tutti i
giornali, i telegiornali, i talk show domina incontrastato il tema dell’immigrazione; sembrerebbe di
doverne dedurre che oggi sia proprio questo il problema principale del nostro
paese. E qualcuno, in effetti, lo deduce. Ora, se tutto in Italia funzionasse
perfettamente, la conclusione si potrebbe anche accettare. In effetti, è
piuttosto difficile affrontare efficacemente il problema della gestione dei
flussi migratori. Ma sappiamo bene che non tutto è perfetto; quindi, pur
sapendo di rischiare la facile accusa di “benaltrismo”, dico lo stesso la
fatidica frase: sono ben altri i problemi del nostro Paese. E sono tanti! Ne
possiamo enumerare almeno una decina che meriterebbero molta più attenzione e
molto più impegno di qualche riga in un programma di governo! Breve promemoria,
di soli titoli: la corruzione dilagante, la mostruosa e diffusa evasione fiscale,
la criminalità organizzata che dal sud si diffonde in tutto il paese come
un cancro, il malfunzionamento della
giustizia (penale, civile, amministrativa), l’enormità del debito pubblico, il crescente
divario tra Nord e Sud, la soffocante burocrazia, la disoccupazione giovanile,
la scarsa natalità, il dissesto idrogeologico… Potremmo continuare, ma a che
pro? Il vero problema è l’immigrazione. Se fossi un appassionato di
dietrologia, sospetterei che alla base di questa mistificazione della realtà vi
sia la precisa volontà di gettare in pasto all'opinione pubblica un falso
problema per distrarre da quelli veri; un mezzo di distrazione di massa, come
si usa dire. Ma non ci credo. Non credo ad una intelligenza superiore che
malvagiamente pianifichi tutto questo. Non credo proprio all'intelligenza,
ecco. Allora quali spiegazioni attendibili possiamo dare a questo strano
fenomeno di allucinazione collettiva? Non ho risposte. Azzardo soltanto un'ipotesi: che si sia creato un perverso circolo vizioso tra percezione di una parte dei cittadini, mezzi di comunicazione, personaggi politici senza scrupoli. Tre fattori che si alimentano a vicenda, determinando un moto vorticoso in grado di oscurare la realtà.
martedì 10 luglio 2018
venerdì 29 giugno 2018
LETTERA A MIO FIGLIO MASSIMO
Caro Massimo,
che il 70% degli
italiani sia d’accordo con quello che fa il governo non mi interessa.
Preferisco ragionare con la mia testa, e se sono in minoranza pazienza. Anzi, ti
dirò: sono contento di essere in minoranza in questo paese che sembra aver
smesso di credere, almeno nella sua maggioranza, in quei valori che per me sono fondamentali,
quali la solidarietà, la tolleranza, il rispetto per la persona. Dominano gli
egoismi e il livore verso le cosiddette “elites”, l’ignoranza e la presunzione,
la mancanza di rispetto per le opinioni altrui.
Si addossano le colpe
sempre agli altri, ma non si guarda mai in casa propria. Parli di schiavismo,
ma chi sono i responsabili dei trattamenti disumani cui sono sottoposti i
braccianti immigrati nel sud? Forse il PD? La Spectre? Le elites del Nord? Non
sono per caso i bravi italiani proprietari dei terreni e i bravi italiani
dediti al caporalato? E la corruzione dilagante, è colpa dei migranti? E
l’enorme evasione fiscale? E delle varie criminalità organizzate, che dal sud
vanno infettando come un cancro tutta l’Italia, che mi dici? No, certo, il
problema è l’immigrazione, la “invasione” dello straniero!!! Questo è il più
importante problema da affrontare in Italia!!!
E poi non sopporto la dietrologia idiota di chi pretende di sapere che
qualcuno VUOLE far venire i migranti in Italia!! Ma chi? Sempre il PD? La
Boldrini? La Merkel? Ma non diciamo stronzate!! Il fenomeno migratorio è un evento epocale, riguarda 60
milioni di persone nel mondo, e dipende dalle situazioni disumane cui sono
sottoposte milioni di persone che pur di tentare di liberarsi da condizioni
insopportabili affrontano viaggi terrificanti consapevoli di rischiare la
morte. E nessuno può fermarli.
Mi dispiace, ma per me Salvini è una persona spregevole,
disgustosa, un razzista volgare, cinico, ignorante, presuntuoso e arrogante. Un
vigliacco che se la prende con i più deboli. Un falso che esibisce il Vangelo
nei comizi, ma se ne fotte di quello che c’è scritto, nel Vangelo. Uno che fino
a ieri girava con la felpa NO EURO e
adesso nega di voler uscire dall’euro. Certo, può darsi che anche lui faccia
qualcosa di buono; ma che vuol dire? Anche Adolf Hitler avrà fatto qualcosa di
buono nella vita, Mussolini ha bonificato paludi e fatto arrivare i treni in
orario…. Stiamo attenti, caro mio, vigiliamo: temo che si stia profilando il
dominio di un pensiero unico che può travolgere la democrazia in questo paese,
e non solo: anche in altri paesi europei, vedi Austria, Polonia, Ungheria,
Forse Germania…Non mi piace per niente tutto questo, non mi piace proprio.
Ciao
domenica 20 maggio 2018
IL "CONTRATTO DI GOVERNO" M5S - LEGA
Mi stupisce che nessuno (che io sappia) abbia rilevato, e
adeguatamente stigmatizzato, l’idiozia di denominare “contratto” quello che dovrebbe
essere un programma di governo. Dico dovrebbe perché restano aperte due
ipotesi: o si tratta di un vero e proprio contratto, o si tratta di un vero
programma di governo con il nome cambiato nel solco delle solite buffonate
inventate dal M5S a beneficio dei gonzi (del tipo, per intenderci, del “non
statuto” del movimento). Francamente, mi auguro che sia vera la seconda
ipotesi. Se infatti il futuro del nostro Paese fosse determinato dal contratto
tra due soggetti privati, ci sarebbe di che preoccuparsi seriamente sullo stato
di salute della nostra democrazia. Quale ruolo resterebbe al famoso popolo di cui
costoro si riempiono tanto spesso la bocca? Quale ruolo al Parlamento, espressione
del suddetto popolo? Si è tanto blaterato contro la partitocrazia, e non ci si
rende conto che così stiamo realizzando la partitocrazia allo stato puro?
Immagino che qualcuno dirà: ma non esageriamo, si tratta di una parola…No,
caro, le parole sono importanti!!! (V. Nanni Moretti)
sabato 3 marzo 2018
Elezioni Italia 2018
Mi pare di avvertire tanta voglia
di astensione alle prossime elezioni. La capisco, ma non la condivido. Per
tanti motivi: perchè rinunciare all’unico momento in cui la nostra opinione
conta qualcosa? Certo, la mia opinione vale quanto uno su trenta milioni, ma se
non voto vale ancora meno, cioè zero. Mi pare puro masochismo. Non votare
perché non mi sento rappresentato da nessuno? Saranno eletti i rappresentanti
degli altri. E poi: siamo proprio sicuri che nessuno ci rappresenti? O siamo
soltanto poco informati e/o condizionati dal qualunquismo imperante? La nostra
astensione servirà soltanto a dare maggior peso alle opinioni altrui, anche a
quelle che per noi sono insopportabili. Ricordiamoci anche quante lotte e quanti
sacrifici sono stati necessari per conquistare un diritto fondamentale per la
democrazia, un diritto che noi rischiamo di buttar via come cosa di poco conto.
Per me votare è un diritto e un dovere, ed è anche un piacere, come giustamente
osserva Michele Serra, perché è un momento che ci fa sentire parte attiva di
una comunità. E infine, sottoscrivo le parole di Gramsci: “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani.
Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è
abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli
indifferenti.”
lunedì 1 gennaio 2018
IL MIO CURRICULUM
-
Nato a Castellaneta (TA) il 3.4.1941, maturità classica a Macerata nel
1959, laurea in Ingegneria Elettrotecnica nel 1967 a Bologna.
-
Dal 1967 al 1972 impiegato, poi quadro, in un’industria
elettromeccanica lombarda.
-
Dal 1972 al 1985 Dirigente presso l’A.M.C.M. - Azienda Municipalizzata
del Comune di Modena (poi META S.p.A, successivamente confluita in HERA S.p.A),
prima come Responsabile del Servizio Elettricità, poi come Capo Servizio
Progetti e Costruzioni Impianti
-
Dal 1985 al 2005 Direttore Generale del Consorzio AIMAG di Mirandola
(MO), poi trasformato in AIMAG S.p.A., Azienda che gestisce servizi di
distribuzione acqua e gas, depurazione acque reflue, fognature, servizi
ambientali
-
Dal 2005 al 2008 Direttore generale della Sinergas di Carpi (MO),
Società del gruppo AIMAG operante nella vendita di Gas Naturale ed energia
elettrica.
-
Dal 2005 al 2010 Presidente di Energy Trade S.p.A di Bologna, Società
operante nel trading di Gas Naturale e di energia elettrica.
-
Dal dicembre 2008 al dicembre 2012: consulente della Regione Emilia Romagna
su tematiche relative all’attuazione del Piano Energetico Regionale, e rapporti
con le imprese di pubblica utilità del settore energia.
-
Dal febbraio 2013 al 31 dicembre 2013 e dal febbraio 2014 al 31
dicembre 2014: consulente di Nuova Quasco S.c.r.l di Bologna in materia di
energie rinnovabili, efficienza energetica, gare per l’affidamento del servizio
distribuzione gas.
-
Dal dicembre 2014 ad aprile 2017 consigliere di amministrazione della Sinergas
S.p.A di Carpi (MO).
-
Collaborazioni occasionali con Società di consulenza e Centri di
formazione per lo svolgimento di consulenze e di docenze su temi attinenti
l’organizzazione aziendale, la qualità nelle imprese di servizio, i servizi
energetici, lo studio di interventi di ristrutturazione aziendale nel comparto
dei servizi pubblici locali.
-
Dal 2008 iscritto al Partito Democratico, iscrizione non rinnovata dal
2016 in quanto la linea adottata dal partito non risultava più corrispondente
alle mie convinzioni.
Modena, gennaio 2018
domenica 11 giugno 2017
PETIZIONE PER IL PORTO TURISTICO EX ARSENALE DI LA MADDALENA
·
Al Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri
·
Al Sig. Ministro dello Sviluppo Economico
·
Al sig. Ministro dell’Ambiente e della Tutela
del Territorio e del Mare
·
Al Sig. Ministro dei Beni e delle Attività Culturali
e del Turismo
·
Al sig. Presidente della Regione Autonoma della
Sardegna
·
Al Sig.
Sindaco del Comune di La Maddalena
·
Al sig. Presidente di Confindustria Sardegna
SALVIAMO IL PORTO TURISTICO DELL’EX ARSENALE A LA
MADDALENA
Sono trascorsi 10 anni da quando (nel 2007), essendo stato
deciso che il vertice G8 del 2009 si sarebbe svolto a La Maddalena, furono
avviate importanti opere destinate non solo a realizzare strutture idonee ad ospitare l’evento, ma anche a
promuovere il rilancio economico dell’arcipelago dopo una serie di circostanze
che ne avevano pesantemente penalizzato l’assetto socioeconomico. Infatti, dopo
un lungo periodo di (relativo) benessere della comunità locale, fondato
essenzialmente sulla forte presenza della Marina Militare e sull’indotto della
base navale USA, si verificarono in
rapida sequenza:
- la chiusura dell’Arsenale militare
- Lo smantellamento della base navale USA
- la riduzione della presenza della Marina Militare
Avendo tutto ciò determinato una drammatica caduta dell’economia locale, si pensava che una
compensazione potesse attuarsi attraverso un forte impulso del turismo. Lo
svolgimento del G8 avrebbe svolto anche un ruolo in questa direzione.
All’ultimo momento (3 mesi prima dell’evento), come si sa,
il governo decise di spostare la sede del G8 a L’Aquila.
Fu il colpo di grazia per l’economia dell’isola. Non solo:
opere imponenti e costose restarono inutilizzate e/o incompiute, determinando
un gigantesco spreco di risorse
pubbliche.
In
particolare, nel complesso dell’ex Arsenale militare erano state realizzate,
con risorse pubbliche e private, infrastrutture destinate all’insediamento di
un grande porto turistico, adatto ad
ospitare imbarcazioni da diporto anche di grandi dimensioni, con il corollario
di strutture alberghiere, centro congressi e attività commerciali.
All’epoca
si sosteneva che l’ex Arsenale era destinato a diventare un polo turistico e marittimo tra i più importanti del Mediterraneo occidentale.
Non erano aspettative esagerate: le opere realizzate nell’area si presentavano
con caratteristiche di elevato livello qualitativo ed estetico, grazie anche
all’intervento di progettisti di grande valore e di fama internazionale, come
l’arch. Stefano Boeri. A quest’ultimo si deve la progettazione
dell’avveniristico “Padiglione del mare”, con il suo spettacolare aggetto sullo
specchio d’acqua del porto, struttura che avrebbe dovuto ospitare gli incontri
tra i “grandi del mondo” durante il G8.
Ora
queste opere, tutte inutilizzate, stanno subendo un rapido degrado, e alcune
sono già in condizioni che si possono definire fatiscenti.
Tralasciamo
di analizzare le diverse responsabilità che hanno portato a questa situazione,
il dato di fatto è che come cittadini abbiamo il diritto di essere
profondamente indignati, doppiamente
indignati:
·
per l’enorme spreco di risorse, che risulta tanto più insopportabile in un
periodo di stagnazione economica come quello che da anni stiamo vivendo in
Italia e ancor più in Sardegna;
·
per il mancato utilizzo di strutture che
sarebbero in grado di dare un impulso decisivo
alla ripresa economica dell’isola.
E’
infatti evidente che le potenzialità di sviluppo di un territorio come quello
dell’arcipelago maddalenino sono essenzialmente fondate sul turismo, ed in
particolare sul diporto nautico. Un
porto turistico di elevato standard qualitativo costituirebbe l’elemento
portante per uno sviluppo turistico sostenibile e di qualità. Non solo per La
Maddalena, ma anche per tutta la Sardegna.
Perdere
questa opportunità per incuria e negligenza sarebbe colpevole e imperdonabile.
Chiediamo
quindi a tutti coloro che hanno la facoltà di esercitare il loro potere per sbloccare
questa insostenibile situazione di stallo di impegnarsi concretamente e tempestivamente nella soluzione dei
problemi che impediscono di utilizzare le strutture realizzate.
Chiediamo
che tutti i livelli istituzionali competenti vengano coinvolti e sensibilizzati sull’estrema urgenza di intervenire,
tenuto conto che il fattore tempo è in questo caso particolarmente rilevante:
quanto più tempo trascorre in assenza d’interventi, tanto più procede il
degrado e crescono i costi di ripristino.
Chiediamo
che vengano istituiti tavoli di lavoro ai quali siano chiamati a partecipare tutti i soggetti interessati alla
soluzione dei problemi.
Chiediamo
che i cittadini, in particolare i sardi e i maddalenini, vengano costantemente informati sull’andamento
dei lavori, con la massima trasparenza e completezza.
Rivolgiamo
questo appello non solo alle istituzioni, ma anche al mondo imprenditoriale, nella convinzione che un impegno congiunto
tra pubblico e privato sia necessario per conseguire risultati apprezzabili.
giovedì 9 febbraio 2017
Lettera a Michele Serra
Gentile Serra,
nella sua Amaca di
venerdi 3 febbraio ha ironizzato sull’abuso del termine “populista”. Per una
volta, non sono d’accordo con lei. E’vero, l’uso di questa parola sta
dilagando, ma il problema non è la parola, è purtroppo la realtà che
rappresenta. Se non ci piace populismo usiamo un altro termine: che so,
demagogia? Ma bisognerà pure battezzare in qualche modo il diffondersi in ogni
ambiente di idee, atteggiamenti, opinioni, invettive, sentenze che hanno lo
scopo di ottenere un facile consenso tra la “ggente” falsificando o
semplificando esageratamente la realtà, proponendo soluzioni semplici a
problemi complessi, vellicando gli istinti più beceri e diffusi, abbracciando
allegramente i più triti luoghi comuni, sbeffeggiando le istituzioni. Troviamo
tutto questo tra i politici, ma non solo; anche tra giornalisti, opinionisti,
comici, magistrati. A proposito di questi ultimi: le pare sensato che
l’amministratore delegato di un’azienda con 70.000 dipendenti venga condannato
come responsabile di un singolo incidente? Che il sindaco di una grande città
(Genova) venga condannato per un’alluvione? Che venga incriminato per omicidio
volontario chi ha provocato un’incidente stradale? (accadeva prima
dell’emanazione della nuova legge sui crimini della strada). A me sembrano
tutti esempi di populismo.
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