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martedì 5 febbraio 2008

Battesimo tardivo

Per la prima volta nella mia vita il 30 gennaio scorso, alla tenera età di 67 anni, ho aderito ad un partito politico, il Partito Democratico. Non vorrei che questo suonasse come un insulto alla necessità di svecchiare il mondo della politica, di lasciare spazio ai giovani. Concordo pienamente su questo. Spetta ai giovani impegnarsi in politica, ora più che mai.
Credo però che anche un anziano possa dare una testimonianza, un segno, possa tentare di fornire un sia pur modestissimo contributo alla nascita e allo sviluppo di un soggetto politico che pare essere l’ultima possibilità per la sinistra italiana di porsi come credibile forza di governo.
A tale riguardo le vicende politiche degli ultimi anni, e in particolare degli ultimi mesi, sono davvero sconfortanti.
E’ forte la tentazione di trarne due conclusioni: la prima, che la sinistra italiana sia strutturalmente inadatta a governare, a causa della sua incoercibile tendenza a dividersi e della sua incapacità di accettare le mediazioni indispensabili in ogni azione di governo; la seconda che il popolo italiano sia antropologicamente orientato comunque a destra , se è vero che l’individualismo è caratteristica peculiare del nostro popolo, incompatibile o comunque difficilmente coniugabile con il valore della solidarietà che caratterizza la sinistra.
Sono propenso a credere che, forse, saremo costretti ad accettare queste conclusioni: ma non prima di aver provato a verificare fino in fondo la possibilità di smentirle nei fatti. In altre parole: può darsi che prima o poi ci si debba arrendere, ma almeno proviamo a combattere.









Modena, 31 gennaio ’08

mercoledì 26 settembre 2007

Il caso Grillo

Confesso che l'idea di farmi un blog personale, che coltivavo da tempo, si è tradotta in decisione anche in seguito all'esplosione del "fenomeno Grillo" di questi giorni, un fenomeno sostanzialmente nato e sviluppatosi grazie alla rete. Avrei una gran voglia di parlare a queste migliaia di persone che ormai vengono definite "seguaci di Grillo", di commentare questo fenomeno in un modo un po' diverso da come lo sento fare da vari politici, giornalisti, opinionisti.
Prevalgono le banalità del tipo: il fenomeno non va sottovalutato, è la spia di un malessere profondo, è antipolitica, no, è frutto della cattiva politica, bisogna dare delle risposte, e così via.
Pochi si azzardano a rivolgersi direttamente a questi "grillini", provando a ragionare pacatamente con loro, a ricercare insieme delle soluzioni un po' meno semplicistiche di quelle gridate dal comico genovese.
A me picerebbe provarci, anche se so che è un'utopia: la rete sembra dare a tutti la possibiltà di parlare, ma in pratica non mi pare che sia proprio così.
Che cosa direi, se potessi.?
Prima di tutto, che hanno molti ottimi motivi per gridare la loro protesta e i loro insulti.
Subito dopo, però, direi: attenzione, ricordatevi sempre di attivare il vostro cervello in autonomia, mantenete allenato il vostro spirito critico. Per esempio, tenete presente che Grillo non ha sempre ragione: dice molte cose giuste, e le sa dire anche bene; purtroppo dice anche, con la stessa bravura, molte cazzate. Questo ho potuto notarlo con grande evidenza in materia di energia e di rifiuti, due settori che conosco bene per motivi professionali.
Guardatevi poi dalle ricette troppo semplici: fanno molta presa nell'immediato, ma in genere non reggono ad un'analisi un po' approfondita. I famosi tre punti del suo programma minimo sono, a dir poco, discutibili. Mettere tutti i politici in un unico cesto, è profondamente ingiusto. Se non altro per motivi statistici: è provato che in ogni gruppo di persone esiste una certa percentuale di cretini , ma anche di intelligenti; una certa percentuale di disonesti, ma anche di onesti. E questo vale anche per i grillini, beninteso.

IL DUBBIO

Le fantastiche possibilità offerte dalla rete. Entri in comunicazione con tutto il mondo. Puoi esprimere le tue idee, diffonderle, confrontarle, dialogare con tante persone che possono condividere, contestare, commentare le tue idee.
Si, tutto molto bello. Ma, in concreto, funziona davvero? Ecco il dubbio.
Milioni di persone che navigano nel grande oceano della rete hanno davvero la possibilità d'incontrarsi, di scambiarsi qualcosa di significativo? Milioni di messaggi lanciati nello spazio non rischiano di fondersi in un solo, assordante rumore di fondo? E comunque, sarà possibile trovare qualcuno disposto ad ascoltare riflessioni un po' articolate, in un mondo dominato dall'ansia della velocità, dalla fretta, dove un testo di sedici righe come questo appare già troppo lungo? E se tu scrivi e nessuno ti ascolta, l'esercizio può essere anche utile e divertente per te, ma non assomiglia un po' troppo ad una masturbazione mentale?
Non so, non ho risposte. Resta, appunto, un dubbio. ( Un giorno voglio scrivere un elogio del dubbio, ma questo è un altro discorso).
Succede però che il Dubbio incontri la Curiosità, e se ne innamori. La figlia si chiama Esperimenta.
Dunque proviamo, variamo questa barchetta e vediamo cosa succede.