Powered By Blogger

lunedì 30 ottobre 2023

MAURIZIO CROZZA VS GIULIANO AMATO

 

Maurizio Crozza è bravissimo e simpatico. Però sull'ultima scenetta riguardate Giuliano Amato e l'Intelligenza Artificiale avrei qualcosa da ridire. Premetto che non provo alcuna simpatia per Giuliano Amato, quindi la mia critica prescinde dal personaggio. Ammetto poi che il pezzo era comunque divertente. Credo però che si possa bonariamente criticarlo per almeno tre aspetti. Primo, è sgradevole che venga ridicolizzata una persona anziana solo in quanto tale. Secondo, è stucchevole luogo comune che gli anziani non capiscano niente di tecnologia, non essendo “nativi digitali”, ce ne sono parecchi che ne sanno più dei giovani. Terzo, non è affatto detto che i problemi posti dall'IA debbano essere trattati da nerd e smanettoni, tutt'altro. Ma su quest'ultimo aspetto non mi dilungo oltre. La cosa diventerebbe troppo seria. Questo voleva essere soltanto un intermezzo leggero fra le tragedie del nostro tempo.

martedì 8 novembre 2022

SU TWITTER & C

 Il 7 novembre 2022 ho chiuso il mio account su Twitter; l'ho fatto in particolare per la mia profonda antipatia nei confronti del nuovo proprietario Elon Musk, ma più in generale per una crescente insofferenza verso tutti i Social, compreso Facebook. Non solo sono diventati troppo invasivi, ma secondo me stanno provocando più danni che utilità.

lunedì 24 ottobre 2022

SUI PREZZI DEL GAS NATURALE

.

 Testo di una e-mail inviata il 29 Agosto 2022 al dott. Tabarelli, Presidente di NOMISMA ENERGIA, ovviamente, come previsto, rimasta senza risposta:

Caro Tabarelli,

            l’incremento del prezzo del gas naturale ha raggiunto livelli tali da risultare insostenibile per la maggior parte delle economie dei paesi UE, determinando quindi crescenti livelli di preoccupazione, più che giustificati, a tutti i livelli politici e imprenditoriali.

La rappresentazione della gravità della situazione è chiara a tutti e come tale largamente condivisa, ma sulle cause che l’hanno provocata e sui possibili rimedi a me pare che siano piuttosto carenti e superficiali sia le analisi che le proposte avanzate. E, soprattutto, che manchi una visione sistemica di lungo periodo. Che l’incremento delle quotazioni non sia imputabile all’invasione russa dell’Ucraina mi pare ormai evidente e generalmente riconosciuto da tutti, dal momento che la curva del prezzo ha iniziato a impennarsi ben prima del 24 febbraio di quest’anno. Né si vedono altre possibili cause che abbiano a che fare con la “fisicità” della materia prima: è infatti del tutto evidente che i prezzi raggiunti dal GN negli ultimi mesi non hanno alcun legame né con i costi di produzione e trasporto, né con la disponibilità di materia prima nel mondo. Il prezzo è quindi determinato nella borsa di riferimento TTF unicamente sulla base delle aspettative degli operatori secondo logiche speculative di carattere meramente finanziario.

 Sono considerazioni scontate e banali, me ne rendo conto; ma spero sia consentito ad un vecchio “gasista” in pensione di proporre qualche riflessione di carattere generale sul sistema che, ai tempi della sua attività aziendale, non esisteva né si prevedeva. La prima domanda che mi pongo è: una volta chiarito il funzionamento del sistema, possiamo affermare che si tratta di un meccanismo perverso e inaccettabile? O non è consentita alcuna osservazione che rischi di ledere la “sacralità” del mercato?

 La seconda domanda è: possiamo ipotizzare azioni che tendano a modificare tale meccanismo o, al limite, a neutralizzarlo? Capisco bene che pensare di modificare una situazione ormai consolidata a livello internazionale possa essere considerato velleitario, ma non vedo perché non si possa quanto meno aprire una discussione nel merito in ambito politico e tecnico.

La terza domanda è: si può pensare di “svincolarsi” a livello nazionale, almeno temporaneamente, dal sistema di determinazione del prezzo al TTF, tornando al negoziato diretto tra acquirente e fornitore?

Proviamo per un attimo ad andare indietro nel tempo, quando in Italia il mercato del GN era dominato dal monopolio di fatto da parte dell’ENI; è immaginabile che all’epoca si determinasse una situazione drammatica come l’attuale? Decisamente no, presumo che anche lei sia d’accordo. Ne possiamo dedurre che la liberalizzazione del mercato del GN è stato un fallimento? Non so, forse quest’ultima sarebbe un’affermazione troppo drastica e semplicistica, ma è indubbio che qualcosa non sia andata nel verso giusto nel modo in cui la liberalizzazione si è in concreto attuata in Italia e nell’UE. Per tutte le commodity esistono mercati internazionali che ne determinano i prezzi di scambio: dal petrolio al carbone, al caffè, all’oro, (per non parlare del succo d’arancia di cui al vecchio film “Una poltrona per due” che la tv non manca di propinarci ogni anno sotto Natale), ma non mi risulta che in alcuno di tali mercati si siano verificati i disastri ai quali stiamo assistendo nel caso del GN, disastri che oltretutto riguardano soltanto una ben delimitata area geografica: quasi tutti i Pasi dell’UE.

Vorrei sottolineare che con i miei riferimenti al passato non intendo assolutamente iscrivermi tra i “laudatores temporis acti”, ma soltanto mettere in evidenza quella che dovrebbe essere un’ovvietà: se si realizzano mutamenti strutturali di un sistema, il nuovo assetto dovrebbe essere indiscutibilmente migliore del precedente; ebbene, non mi pare che nel caso del “sistema gas” ciò sia avvenuto.

Mi scuso se, approfittando della vecchia conoscenza ai tempi della mia attività in Regione, mi sono permesso di tediarla con queste riflessioni che forse giudicherà inappropriate, ma sentivo il bisogno di confrontarmi con un esperto che stimo in merito ad una materia che mi appassiona.
   Un cordiale saluto, con i migliori auguri di buon lavoro.
                     Domenico Pilolli
-------------------------------------------------------------------------


venerdì 5 agosto 2022

PARADOSSO SULLA SCIENZA

 Mi sono chiesto come mai molte persone, anche non stupide, credano ai ciarlatani piuttosto che alla scienza. Ho provato a darmi una spiegazione con il seguente paradosso: sappiamo tutti che la scienza commette degli errori, ma naturalmente nel tempo li rileva e li corregge. Le "verità" del ciarlatano sono, al 99%, errate. Ma un osservatore X che si pone in un certo momento storico di fronte alle due "verità" può ritenere che, dal momento che, nel tempo, entrambe potranno rivelarsi errate, sia tutto sommato indifferente credere all'una o all'altra.

sabato 13 novembre 2021

Probabilità e collettività parlando di Pandemia e vaccini

 

È sorprendente osservare come certe persone, pur dotate di intelligenza e buona cultura, non riescano ad afferrare i concetti di probabilità e di collettività. Emblematico a tale riguardo quanto si può ascoltare in conversazioni e dibattiti vari sugli argomenti relativi a Covid, vaccini, green pass, ai quali attualmente ci tocca assistere. Affermazioni del tipo: anche i vaccinati si possono infettare, quindi il vaccino non serve. Se hai il green pass non sei comunque protetto, né proteggi gli altri, quindi il green pass non serve. La mascherina non impedisce il passaggio ai virus, quindi è inutile. Se i contagi sono in calo, perché continuare con mascherine, distanziamenti, vaccini. Tutte affermazioni che denunciano la difficoltà nel comprendere che certi fatti non possono essere valutati semplicisticamente in modo deterministico e con riferimento al singolo individuo, ma applicando appunto i concetti di probabilità e di collettività. Se in un ambiente chiuso si radunano 1000 persone non vaccinate e senza mascherina, non è sicuro che qualcuno s’infetti, ma è molto probabile. Se nello stesso ambiente si riuniscono altrettante persone vaccinate e con mascherina non è sicuro che nessuno s’infetti, ma è estremamente improbabile. Il green pass non “protegge” il singolo individuo, certo: serve a impedire che qualche inconsapevole portatore di virus venga in contatto con altre persone determinando la probabilità di trasmettere l’infezione. 

sabato 2 ottobre 2021

PER MIMMO LUCANO

 

La sentenza di condanna di Mimmo Lucano a più di tredici anni di reclusione è l’emblema di certa “giustizia”: spietata con i deboli, accomodante con i forti. Non è una sentenza, è una vendetta. E, forse, anche  un manifesto politico. Un altro duro colpo alla credibilità della magistratura italiana. Rispettare le sentenze? Fiducia nella magistratura? Che lo dicano i politici e i giornalisti nei talk show, va bene. Ma per noi comuni cittadini sono parole vuote, flatus voci

martedì 19 gennaio 2021

MODESTO SUGGERIMENTO A MATTEO RENZI

 

On. Sen. Matteo Renzi,

                        dico subito che NON sono un suo fan; ma non appartengo neppure alla schiera dei suoi odiatori sistematici (del tipo Scanzi/Travaglio, per intenderci); mi colloco in un un’area intermedia. Mi ritengo quindi un osservatore neutrale.

Da questo mio punto ti vista, posso dire che, obiettivamente, mi pare che lei abbia commesso un grave errore nel provocare una crisi di governo nelle attuali drammatiche circostanze; ma, altrettanto obiettivamente, riconosco che molte delle sue idee, proposte e sollecitazioni al governo Conte sono giuste e condivisibili. La soluzione che, per un osservatore esterno, parrebbe la più logica nell’interesse del Paese sarebbe una ripresa del dialogo tra IV e gli altri partiti dell’attuale maggioranza, che porti al rafforzamento della compagine governativa attraverso la condivisione di un ambizioso e ben definito programma di governo. Ma a questa soluzione si oppone un ostacolo che pare insormontabile: si è creata una situazione di contrapposizione frontale, di carattere più personale che ideologico, nei suoi confronti.

Da ciò deriva un modesto suggerimento: si faccia da parte per un po’ di tempo. Si ritiri dietro le quinte, lasci temporaneamente ad altri la rappresentanza di Italia Viva. Sottrarsi per qualche tempo alle luci della ribalta non la danneggerà affatto, può solo giovarle. Poi il tempo in politica, come lei sa, è un concetto molto elastico: i mesi possono equivalere ad anni, e gli anni a decenni!

Se lei sarà capace di compiere un simile beau geste forse (sottolineo forse, non sono certo in grado di assicurarglielo) guadagnerà la riconoscenza di gran parte degli italiani e ne riconquisterà la stima. Ma se anche così non fosse, sarebbe comunque ricompensato dalla consapevolezza di aver reso un grande servizio al proprio Paese.

                     Cordialmente

                                    Domenico Pilolli